Corso AIB

Perché un incendio si sviluppi sono sempre necessari gli elementi che costituiscono il cosiddetto “triangolo del fuoco“:

  • Corso AIBcombustibile (paglia, legno, etc.);
  • comburente (l’ossigeno);
  • temperatura di combustione.

La combustione dei materiali vegetali (cellulosa, lignina, resine, oli, ecc.) può essere divisa in tre fasi:

  1. preriscaldamento;
  2. combustione gassosa;
  3. combustione solida.

Preriscaldamento:

Il calore viene assorbito dal combustibile che si essicca espellendo acqua sotto forma di vapore.

Combustione gassosa:

Superati i 200 °C, dal materiale vegetale cominciano a liberarsi gas combustibili (ossido di carbonio, metano, metanolo), che, a contatto con l’ossigeno, bruciano. Durante questa fase, il processo di combustione produce anidride carbonica, vapore acqueo, ossido di carbonio, ossidi di azoto. Il calore emesso può innalzare la temperatura fino ai 400 °C.

Combustione solida:

Esaurita l’emissione e la combustione dei gas, brucia il carbone rimasto e le braci incandescenti raggiungono temperature superiori agli 800 °C, senza più fiamme.

Sul combustibile solido si può agire preventivamente asportandolo prima che bruci, con decespugliatori, motoseghe, roncole.

I combustibili possono essere:

  • Leggeri: erba, foglie secche, rami di piccole dimensioni, rami morti di diametro inferiore a 5 cm; sono molto infiammabili e bruciano rapidamente.
  • Pesanti: tronchi, rami di grosse dimensioni, ceppaie secche che bruciano a lungo e ad alte temperature.

 

TECNICHE DI SPEGNIMENTO

La Tecnica di spegnimento si basa sul principio di rompere almeno uno dei lati del “triangolo del fuoco“ mediante:

  • l’eliminazione del combustibile;
  • l’eliminazione dell’aria (ossigeno o comburente);
  • il raffreddamento della combustione.

L’intervento si basa su due metodi:

  1. l’attacco diretto
  2. l’attacco indiretto

Attacco diretto

Consiste nel battere sulle fiamme con frasche, battifuoco o frustini; nel coprire con terra le fiamme; nell’irrorare con acqua o prodotti chimici (ritardanti); nell’uso del soffiatore.

Attacco indiretto

Si tratta di realizzare una linea di difesa davanti all’incendio eliminando il combustibile con il taglio e l’asportazione.

Il tagliafuoco:

La tecnica del tagliafuoco consiste essenzialmente nel trattamento diretto all’eliminazione della copertura vegetale. Questo intervento è differenziato secondo le finalità perseguite:

  • arresto;
  • rallentamento dell’incendio.

La scelta tra le due soluzioni dipende:

  1. dalle caratteristiche del territorio;
  2. dagli incendi che si verificano;
  3. dal servizio di estinzione.

Nel primo caso (viale passivo) La vegetazione deve essere totalmente eliminata e la larghezza deve essere notevole e varia secondo la topografia dei luoghi (normalmente tra i 100 e 300 mt).

Nel secondo caso (viale attivo) La vegetazione deve essere totalmente eliminata ma viene ridotta, notevolmente, le dimensioni della striscia diventando sufficiente una larghezza tra 15 e 60 mt. (comunque mai inferiore al doppio dell’altezza degli alberi limitrofi).

Quando per lo spegnimento si usa l’acqua si interviene soprattutto sull’elemento calore, con il raffreddamento del combustibile fino all’interruzione della combustione. L’acqua infatti ha una grandissima capacità di assorbire calore.
L’acqua assorbe 
meglio il calore se viene nebulizzata, inoltre agisce anche sul comburente (ossigeno) sostituendolo con il vapore acqueo (soffocamento: effetto secondario dell’acqua).

Quando si getta sabbia o terra sul fuoco si agisce sul comburente sottraendolo alla combustione.
Questa, assieme all’effetto secondario dell’acqua, è l’unica vera azione di soffocamento che si applica durante lo spegnimento di un incendio boschivo.

Quando si batte sulle fiamme con un flabello o quando si usa un potente getto d’aria si agisce sul combustibile gassoso allontanandolo violentemente dal punto di origine, interrompendo la combustione, mentre si rivela pericolosamente controproducente sulle braci.

Altra tecnica di spegnimento è il “controfuoco”: che consiste nell’abbruciamento della vegetazione effettuato deliberatamente davanti all’incendio in modo da esaurire preventivamente il combustibile ed arrestare il processo di combustione.
Solitamente il controfuoco viene effettuato partendo da una linea di difesa che valga la pena di difendere.

La larghezza della fascia da bruciare preventivamente tra la linea di difesa ed il fuoco principale dipende da:

  1. la violenza dell’incendio;
  2. densità della vegetazione;
  3. la distribuzione della vegetazione;
  4. dal tipo di vegetazione;
  5. il numero di uomini a disposizione.

I modi di eseguire il controfuoco sono:

  1. appiccare il fuoco dal bordo interno della linea di arresto ( più sicuro per il personale);
  2. accensione secondo una linea parallela davanti al fronte delle fiamme ( per gli incendi di chioma); accendere strisce perpendicolari alla linea di arresto.

Oltre che in corrispondenza del fronte, cioè la parte del margine dell’incendio a maggior velocità di diffusione, il controfuoco può essere fatto in corrispondenza dei “fianchi” o della “coda”.

IMPORTANTE:
In ogni caso il controfuoco è una tecnica da riservare a personale capace ed esperto in quanto un’esecuzione maldestra potrebbe peggiorare la situazione, per questo la responsabilità viene assunta dal personale del Corpo Forestale dello Stato.

TIPI DI INCENDIO

In base al tipo di combustibile interessato dal fuoco si distinguono quattro tipi di incendio:

  1. sotterranei;
  2. di superficie;
  3. chioma;
  4. di barriera.

sotterranei:

Bruciano lentamente le sostanze vegetali sotto il livello del suolo come il muschio e la torba. La combustione è lenta, ma si spegne con difficoltà.

di superficie:

Sono i più frequenti: bruciano la vegetazione al livello del suolo. Sono gli incendi più comuni nei nostri boschi, bruciano la lettiera, l’erba, le foglie e i rami morti (vegetazione di superficie). Il fuoco è rapido ma non intenso.

di chioma:

Sono preoccupanti per il forte sviluppo di calore e la possibilità del salto di faville a distanza. Sono gli incendi più pericolosi perché le fiamme si estendono alle chiome degli alberi. Interessano in particolare i rimboschimenti di conifere.

di barriera:

Avviene quando l’incendio di chioma è accompagnato da un incendio di superficie. E’ estremamente intenso e distruttivo.

LE CAUSE DEGLI INCENDI BOSCHIVI

Sono state individuate 5 categorie: 

  1. NATURALI 
  2. ACCIDENTALI
  3. COLPOSE
  4. DOLOSE
  5. DUBBIE

NATURALI

Incendi causati da fulmini; Incendi causati da eruzioni vulcaniche.

ACCIDENTALI

Incendi causati da scintille delle ruote dei treni o di particolari locomotive;
Altro eventuale.

COLPOSE
Incendi causati da mozziconi di sigaretta o fiammiferi:

  • lungo le reti viarie;
  • in aree di campagna;
  • in aree boschive;
  • lungo linee ferroviarie.

causati da attività agricole e forestali per:

  • la ripulitura di incolti;
  • eliminare i residui vegetali;
  • la rinnovazione del pascolo;
  • bruciatura delle stoppie;
  • la ripulitura di scarpate stradali o ferroviarie.

dovuti ad altre cause colpose causati da:

  • attività ricreative e turistiche;
  • lanci di petardi o razzi;
  • uso di apparecchi a motore o a fiamma;
  • manovre militari o esercitazioni di tiro;
  • bruciatura di rifiuti in discariche abusive;
  • cattiva manutenzione di elettrodotti;
  • cause colpose non ben definite.

CAUSE DOLOSE:

Incendi le cui motivazioni sono connesse alla ricerca di un profitto.

Causati:

  • dall’apertura o rinnovazione del pascolo a spese del bosco;
  • dal recupero di terreni agricoli a spese del bosco;
  • dal desiderio di guadagnare dalla scomparsa della vegetazione a fini di speculazione edilizia;
  • da questioni occupazionali connesse agli operai assunti dagli enti locali con l’intento di essere inclusi in squadre antincendio;
  • da azioni non corrette riconducibili al bracconaggio;
  • per ottenere prodotti conseguenti al passaggio del fuoco;
  • dalla criminalità organizzata.

Incendi dovuti a manifestazioni di protesta, risentimento e insensibilità verso il bosco.

Causati da:

  • vendette o ritorsioni nei confronti della Pubblica Amministrazione;
  • conflitti o vendette tra proprietari;
  • proteste contro i vincoli imposti nelle aree protette;
  • per gioco o divertimento dei minorenni;
  • con l’intento di rovinare aree turistiche;
  • fatti riconducibili a contrapposizioni politiche;
  • atti terroristici;
  • insoddisfazioni, dissenso sociale, turbe comportamentali;

CAUSE DUBBIE

Cause in cui non è individuabile la motivazione che ha dato origine all’incendio.

 

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