Il Coordinamento istituzionale delle “Operazioni di ricerca di persone scomparse”

In un qualsiasi sistema (anche minimamente complesso), l’attività di coordinamento assume un’importanza essenziale.

La teoria dell’alta affidabilità (H.R.T. – High Reliability Theory) ci suggerisce che alcune organizzazioni (denominate H.R.O – High Reliability Organization) pur dovendosi aspettare da queste un elevato numero di incidenti (a causa dell’elevato fattore di rischio e della loro complessità), in realtà ne hanno un numero molto limitato.

Uno tra gli elementi principali per raggiungere questi risultati, è proprio l’eccellente attività di coordinamento che queste organizzazioni adottano.

 

Le principali attività di coordinamento, riguardano:

  • Risorse economiche
  • Conoscenza ed Esperienza
  • Formazione ed Informazione
  • Risorse umane e strumentali

Che cosa hanno in comune l’attività di ricerca dei dispersi in un incidente aereo, e l’attività di ricerca di un anziano disperso in un bosco?

L’annesso 12 della “Convenzione dell’Aviazione Civile Internazionale” del 1944, meglio nota come “Convenzione di Chicago”, introducendo il concetto generale di ricerca e salvataggio, lo descrive così: “Search and Rescue services are organized to respond to persons apparently in distress and in need of help”

 ovvero

“I servizi di Ricerca e Salvataggio sono organizzati per rispondere a persone apparentemente in difficoltà e necessità di aiuto”.

Negli Stati Uniti d’America è stato ufficialmente riconosciuto all’interno della F.E.M.A. (Federal Emergency Management Agency), paragonabile alla nostra Protezione Civile, il settore dedicato specificamente ad un tipo di attività simile, denominata US&R (Urban Search-and-Rescue).

L’US&R è considerata una disciplina “multi-rischio”, in quanto può essere necessaria per una grande varietà di emergenze o calamità come terremoti, uragani, tifoni, trombe d’aria, inondazioni, crolli di dighe, incidenti tecnologici, attività terroristiche, e dispersione di materiali pericolosi.

 

Due aspetti molto importanti che hanno sensibilmente migliorato la situazione, sono stati: 1. istituzione del Commissario Straordinario del Governo per le persone scomparse (dicembre 2007, ma a regime dal 2009); 2. approvazione della 203 – 14/11/2012 “Disposizioni per la ricerca delle persone scomparse”.
 

 Definizione di “Disperso” e di “Scomparso”

Persona dispersa: individuo non più rintracciabile, per motivi certamente diversi da atti criminali od allontanamento volontario (rapimento, fuga, suicidio, ecc.).

La ricerca persone disperse, richiede il concorso di tutti gli organismi istituzionalmente competenti e/o disponibili, sulla base di procedure uniformi, condivise e periodicamente aggiornate.

Persona scomparsa: individuo non più rintracciabile nell’ ambito dei propri spazi di vita. Pertanto, una persona verrà definita “scomparsa” fino al momento in cui verranno accertate le cause della sua sparizione.

Quali sono, in genere, i problemi più rilevanti in uno scenario di scomparsa di una persona? 

  • Ritardo nella comunicazione della scomparsa
  • lentezza nell’inizio delle ricerche
  • Attività di coordinamento insufficiente

Difficoltà di inquadramento del problema nell’immediatezza dell’evento 

  • Evento criminoso (rapimento, traffico di organi, traffico di persone con finalità di schiavitù, omicidio, minori contesi, ecc.) >>> Magistratura e Forze dell’Ordine
  • Allontanamento volontario
  • Allontanamento volontario, ma con intenti suicidi
  • Disperso in zona impervia o ostile (fiume in città) >>> Protezione Civile, VVF, CNSAS, ecc.
  • Scomparsa di persona con problemi psichici

Problemi di impiego delle risorse dovute alla complessità dello scenario ed alla carenza di coordinamento. Tutto è reso ancora più complesso se è coinvolto un minore
 

Con la nuova legge, oggi l’avvio della “macchina” delle ricerche è immediato, perché:

  • Non più solamente i familiari, ma chiunque può denunciare la scomparsa di una persona, se da questa possa derivare un pericolo per la sua vita o l’incolumità personale. 
  • È previsto che la denuncia debba essere fatta alle Forze di Polizia o alla Polizia Locale (che, in questo caso, la trasmette immediatamente al presidio più vicino delle Forze di Polizia).

La Forza di Polizia che riceve la denuncia:

– La inserisce immediatamente nella banca dati del Ri.Sc.

– Avvia immediatamente le ricerche

– Avverte immediatamente il Prefetto, il quale a sua volta coinvolge il Commissario Straordinario.

Il Ri.Sc. (Ricerca Scomparsi) è una banca dati del Dipartimento di Pubblica Sicurezza che nasce dalla collaborazione tra questo ed il Commissario Straordinario del Governo per le persone scomparse, per agevolare le indagini delle Forze dell’Ordine per quanto riguarda cadaveri non identificati e persone scomparse.

Il sistema informativo Interforze del dipartimento di Pubblica Sicurezza già mette a disposizione delle forze di polizia un indispensabile patrimonio informativo in continua evoluzione. Nel Ri.Sc., oltre alla gestione completa ed interconnessa delle informazioni, è possibile effettuare un incrocio tra i dati biometrici e descrittivi contenuti nella scheda della ‘persona scomparsa’ con quelli raccolti in caso di ‘cadavere non identificato’. È possibile così individuare, attraverso la visualizzazione di una scala di valori di affidabilità, eventuali casi di corrispondenza tra queste due categorie.

Il Commissario Straordinario del Governo per le persone scomparse:

  • mantiene un costante monitoraggio del fenomeno;
  • favorisce l’aggiornamento continuo delle informazioni in possesso del Dipartimento della Pubblica Sicurezza sulle persone scomparse (Ri.Sc. – SDI);
  • cura il lavoro di “raccordo” fra tutte le persone istituzionali che si occupano delle persone scomparse e, in particolare, tiene i rapporti con:
  • i familiari degli scomparsi;
  • la Magistratura;
  • il Ministero della Salute;
  • il Dipartimento della Protezione Civile;
  • le Associazioni più rappresentative a livello nazionale (Penelope, Telefono Azzurro, Associazione Alzheimer uniti, Associazioni di volontariato, ecc.);
  • i mass-media;
  • analoghi organismi internazionali.

La funzione senza dubbio più importante del Commissario Straordinario del Governo per le persone scomparse, però, è senza dubbio quella di impulso e coordinamento con le Prefetture a livello locale.

Il Prefetto, in questo scenario, diventa elemento indispensabile di interfaccia e coordinamento tra i livelli “statali” (Forze di Polizia, Forze Armate, Dipartimento Protezione Civile, ecc.) ed i livelli “locali” (Sindaci, Volontariato, Associazioni, ecc.).

L’esperienza ci dice che, soprattutto in scenari complessi, uno dei motivi di scarsi risultati è la “resistenza” di alcuni a ricevere “disposizioni” da fonti che ritengono “di rango inferiore” o non legate funzionalmente.

La figura del Prefetto è lo “snodo” ideale per collegare tali realtà.

Recentemente il Commissario straordinario del Governo per le persone scomparse ha invitato tutti i Prefetti a istituire dei tavoli tecnici per la stesura di piani locali di gestione delle attività di ricerca di persone scomparse. Per facilitare questo compito ha fornito alcune linee generali nel documento: “Linee guida per favorire la ricerca di persone scomparse”

 OBIETTIVO DELLE LINEE GUIDA 

Fornire le specifiche tecniche per la predisposizione di un documento di pianificazione territoriale, finalizzato alla definizione dell’assetto organizzativo, dei ruoli operativi e delle attività connesse alle battute di ricerca. Dal documento è esclusa la casistica concernente le persone disperse a causa di disastri di massa.

LO SCENARIO ED IL PIANO DI RICERCA

L’individuazione dello scenario e dei rischi insistenti sul territorio è fondamentale per una corretta pianificazione degli interventi di previsione e di gestione delle ricerche dello scomparso.

La tipologia dei rischi possibili si desume dallo studio delle caratteristiche del territorio e dall’analisi dell’ambiente e delle attività antropiche, come pure dalla relazione con cui alcuni casi di scomparsa si sono manifestati nel passato e dalla loro frequenza.

LO SCENARIO ED IL PIANO DI RICERCA

A tale scopo, il documento dettaglia con apposito piano di ricerca i singoli scenari di riferimento, secondo il seguente schema di massima: persona scomparsa in…

  1. montagna
  2. mare
  3. centro abitato
  4. località impervia o disabitata
  5. località lacustre o fiume 

Le Prefetture individuano in base ai singoli scenari, specifiche procedure operative volte a favorire la costituzione e l’organizzazione di apposite unità di ricerca e a promuovere l’azione coordinata delle stesse da parte dei soggetti incaricati.

In particolare, nel caso di scomparsa di minori, compresi quelli non accompagnati od in stato di abbandono, predispongono specifiche procedure di pianificazione delle attività di ricerca per favorire la collaborazione tra enti territoriali, forze di Polizia e Autorità Giudiziaria competente.

LE DIVERSE TIPOLOGIE DI SCOMPARSA 

Gli scomparsi sono distinti a seconda di:

  • età (minorenni, maggiorenni, ultra 65enni);
  • sesso;
  • nazionalità;
  • motivazione
    • allontanamento volontario
    • possibile vittima di reato
    • possibili disturbi psicologici
    • allontanamento da istituti/comunità
    • sottrazione da parte del coniuge

Per ogni categoria, in relazione alla motivazione della scomparsa (così come individuata all’atto della denuncia) è prevista una specifica procedura di attivazione delle ricerche, salvo i casi in cui la scomparsa sia connessa alla commissione di un reato.

In tale ultima ipotesi resta riservato all’Autorità Giudiziaria competente l’iniziativa di autorizzare specifiche attività di ricerca.

SOGGETTI COINVOLTI A VARIO TITOLO 

  • Prefetto ed Ufficio Territoriale del Governo
  • Autorità Giudiziaria competente
  • Forze di Polizia
  • Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco
  • Sindaco
  • Polizia Locale
  • Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico
  • Aziende Sanitarie Locali / Centrale Operativa ”118″
  • Sistema locale di Protezione Civile
  • Servizi Socio-assistenziali
  • Associazioni di volontariato

Individuazione delle fasi operative

 II documento di pianificazione individua preventivamente le risorse umane e strumentali da impiegare nelle battute di ricerca di una persona scomparsa.

Per facilitare il supporto nelle fasi di ricerca, la Prefettura stabilisce specifiche intese a carattere provinciale e/o regionale con le altre istituzioni locali, come le ASL, i Comuni, le Autorità Portuali ed Aeroportuali, nonché con le principali aziende pubbliche e private addette ai servizi infrastrutturali (es. aziende di trasporto pubblico, servizio taxi, società autostradali, società telefoniche, emittenti radiotelevisive, detentori di apparati di videosorveglianza, ecc.), con gli enti assistenziali e con le associazioni di volontariato.

Sì riportano a titolo di esempio, le fasi essenziali correlate alle attività operative:

  • ALLARME DI SCOMPARSA E FASE INFORMATIVA
  • ATTIVAZIONE DEL PIANO DI RICERCA
  • ATTIVAZIONE DELLE UNITA’ DI RICERCA
  • PIANIFICAZIONE DELL’INTERVENTO
  • GESTIONE DELL’INTERVENTO
  • SOSPENSIONE O CHIUSURA DELLE RICERCHE
  • RAPPORTO FINALE

Individuazione delle fasi operative

ALLARME DI SCOMPARSA E FASE INFORMATIVA

Allarme di scomparsa Le procedure di allertamento, “ALERTING SYSTEM”, sono pianificate preventivamente e preferibilmente informatizzate per garantire la trasmissione in tempi rapidi delle informazioni verso tutti i soggetti coinvolti. In particolare, per mezzo di tale sistema sono diramati gli allertamenti verso gli operatori tenuti a partecipare alle attività di ricerca.

Fase informativa E’ la fase che assume particolare rilevanza ai fini della tempestività degli interventi. Tale tempestività può essere conseguita se la denuncia di scomparsa di una persona venga effettuata immediatamente, per consentire all’operatore di Polizia (ufficio-denuncia) di raccogliere le informazioni necessarie ad individuare esattamente la motivazione della scomparsa. È inoltre molto importante acquisire dal denunciante quante più notizie possibili sulle circostanze dell’evento in quanto determinanti per gestire in modo corretto gli interventi di ricerca.

Si potranno determinare due situazioni:

Notizia qualificata: località definita, tempo di scomparsa definito. In questo caso, sono attivate le unità di ricerca, appositamente individuate a seconda dei vari scenari, per lo svolgimento della fase operativa.

Notizia non qualificata: località non definita, tempi e modalità della scomparsa dubbi. In tal caso, la notizia è comunque tempestivamente trattata dalle Forze di Polizia e sono sempre e subito informate le centrali operative per gli opportuni allertamenti.

ATTIVAZIONE DEL PIANO DI RICERCA

 Nel caso di notizia qualificata, espletata la prima fase informativa, quando la scomparsa sia riconducibile a persone in pericolo di vita, è attivato il piano di ricerca e sono allertate le apposite unità di ricerca. Sulla base degli scenari descritti dal piano di ricerca, potranno verificarsi le seguenti situazioni:

l’area di presunta scomparsa è:

  • antropizzata, cioè con presenza di insediamenti abitativi ed infrastrutturali;
  • non antropizzata, cioè non raggiungibile attraverso le normali vie di comunicazione.

ATTIVAZIONE DELLE UNITA’ DI RICERCA

Chi ha ricevuto la notizia della scomparsa, oltre all’assolvimento delle proprie specifiche incombenze, informa immediatamente la Prefettura che, ricevuta la notizia, attiva tempestivamente le unità di ricerca secondo la pianificazione prestabilita.

Tali unità affluiscono nel minor tempo possibile, sulla base dello specifico scenario, nel luogo indicato nella pianificazione.

 PIANIFICAZIONE DELL’INTERVENTO

 GESTIONE DELL’INTERVENTO

 Allo scopo di disporre in tempo reale di tutte le notizie riferite all’andamento delle operazioni di ricerca, il responsabile dell’unità operativa tiene costanti contatti con la Forza di Polizia individuata nel piano di ricerca e con la Prefettura competente, per la valutazione dell’eventuale ricorso ad ulteriori specifiche ricerche.

SOSPENSIONE O CHIUSURA DELLE RICERCHE

La chiusura delle ricerche, anche in caso di esito negativo, nonché l’eventuale sospensione temporanea delle stesse, viene concordata tra le Forze di Polizia competenti e la Prefettura.

La sospensione o temporanea chiusura delle ricerche è anche disposta, nei casi in cui l’Autorità Giudiziaria competente a procedere lo richiederà, per esigenze investigative o di tutela del segreto ai sensi dell’art. 329 c.p.p., salva la possibilità di ripresa delle medeime in virtù di successivi accordi e disposizioni.

RAPPORTO FINALE

Alla chiusura delle operazioni di ricerca, qualunque sia stato l’esito delle stesse, si procede ad una valutazione finale da svolgersi, con il concorso di tutti i rappresentanti degli enti che hanno avuto parte attiva nelle operazioni di ricerche, presso la Prefettura.

Delle valutazioni svolte si da atto in una sintetica relazione finale contenente in particolare gli eventuali suggerimenti migliorativi delle procedure operative.

I RAPPORTI CON I MASS MEDIA

Un’attenta gestione delle relazioni con i mass-media, è essenziale perché:

  • sono utilizzati per appelli volti ad acquisire ulteriori informazioni, ovvero per interessare una platea più vasta di cittadini;
  • l’uso di mass-media “specializzati” agevola il flusso informativo.

 

Ogni anno in Italia scompaiono migliaia di persone di ogni età. È dovere delle istituzioni, delle Forze dell’Ordine, della Magistratura, della Protezione Civile e delle Organizzazioni di Volontariato fronteggiare, con il contributo dei media, un fenomeno inquietante per l’intera collettività.
 

ricerca di persone scomparse

PREFETTURA
UFFICIO TERRITORIALE DEL GOVERNO DI ROMA

Disposizioni per la ricerca delle persone scomparse:

 
 

Piano provinciale per la ricerca delle persone scomparse

 
 

Sistema italiano di allarme scomparsa minore:

 
 
 
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